13° Memorial Matteo Valenti. La serata finale.
E’ arrivata anche la conclusione della tredicesima edizione del memorial Matteo Valenti.
Una serata, quella finale, da notti magiche, di quelle da ricordare, di quelle che puoi dire ” io c’ero” .
Una serata da tutto esaurito e da tutti esauriti, come ama dire il patron Stefano santini. Una serata in cui gli addetti all’impianto hanno dovuto fare gli straordinari ed abbassare i cartelloni pubblicitari per permettera a chi non ha trovato posto sulle tribune di riuscire comunque a vedere la gara.
Una serata magica. Una vittoria magica.
La vittoria di Matteo su tutti, ricordato e abbraciato dalla città intera.
La vittoria di una città che per una volta si è ritrovata unita, almeno la Viareggio sportiva, vicino al molo per questo evento unico in una atmosfera sugggestiva che solo il Memorial sa regalare.
Una vittoria del Viareggio beach soccer e dell’Amministrazione viareggina, dobbiamo dirlo, scesa numerosa sulla sabbia dello Stadium e che, nello scetticismo generale, ha voluto rigenerare queso angolo di Viareggio e riconsegnarlo ai viareggini.
E non importa se la burocrazia ci ha messo ancora una volta lo zampino impedendo il lancio dei paracadutisti sullo Stadium per la consegna del pallone e della bandiera, non importa se qualcosa è andato storto.
Il Memorial va oltre tutto e oltre tutti. Saranno le note de L’immenso dei Negramaro che rendono l’atmosfera unica, sarà l’inno nazionale nel buio della notte viareggina, saranno
mille telefonini accesi a incorniciare la serata e a far rabbrividire, fra i flash dei fotografi, a creare un mondo fantastico, saranno le due squadre in campo che questo momento lo sognavano dalla scorsa estate (…in molti da sempre) o saranno anche tutti gli sconfitti che a questa finale non sono arrivati ma che seguono la gara dalle tribune con gioia mista a invidia e già pensano al prossimo anno, a come fare per essere li sulla sabbia davanti a quel pubblico unico, straripante che si confonde in un onda travolgente proprio come scritto sulle maglie dei partecipanti al torneo.
Sul campo non arriva l’incitamente o il tifo per l’una o l’altra squadra. Sul campo arriva una vibrazione, un onda di emozioni che travolge tutto e tutti.
Tutto e tutti perchè in campo fra un tempo e l’altro della finale ci sono gli Under 10 piccoli, increduli, stralunati, sbigottiti, poi ci sono gli under 16 e 18 le giovani generazioni di oggi e di domani, poi i giocatori dell’attuale torneo, molti ormai con figli al seguito e tanti genitori mogli, parenti, nonni a concentrare in campo quattro generazioni di sportivi e appassionati sotto una stessa bandiera, quella di chi sarà per sempre in un sorriso inaspettato.
La bandiera di Matteo.