L’Italia trascinata da una doppietta di Gori travolge l’Ungheria.
Il Viareggio Beach Soccer continua nel suo straordinario magic moment regalandosi l’accesso alla finale scudetto e consegnando uno dei suoi alfieri, il bomber Gabriele Gori alla nazionale. La convocazione del neo tecnico azzurro Massimiliano Esposito è un stato un riconoscimento al lavoro della società e in particolare di Stefano Santini. Questo pomeriggio il bianconero, …. in maglia azzurra, nel giorno dell’esordio con l’Italia ha impiegato pochissimo tempo ad ambientarsi ed ancora meno a trovare la via della porta avversaria. “Tin Tin” non solo ha subito gonfiato la rete magiara ma ha realizzato due dei cinque gol a zero con cui l’Italia ha sconfitto a Cervia l’Ungheria nel Trofeo Crescentini. Se serviva la conferma della qualita dei giocatori che compongono l’organico viareggino ecco subito arrivare una nuova dimostrazione. Avanti così.
Il commento ufficiale:
ITALIA – UNGHERIA 5-0 (1-0, 1-0, 3-0)
Prima di dare inizio alla sfida le squadre si sono raccolte per un minuto, necessario per onorare la memoria dei soldati italiani caduti in Afghanistan. La partenza dell’Italia è brillante. Dopo appena un minuto Feudi realizza un assist più che invitante per Soria, che però non riesce ad agganciare a dovere. L’Ungheria risponde prontamente: colpo di tacco di Abel che apre per Badalik, ma la conclusione di quest’ultimo è imprecisa. Al 3′ Leghissa compie una discesa di forza sulla fascia destra. Il vichingo di Lignano, cui Esposito ha affidato la fascia di capitano, fa esplodere il sinistro con la palla s’impenna altissima. Poco dopo Corosiniti svaria sulla sinistra e serve in velocità Soria. Il numero sette azzurro tenta di girarsi ma Weisz lo controlla con efficacia. Al 5′ Leghissa si oppone alla conclusione di Abel consentendo a Del Mestre di bloccare la palla in presa a terra. Al 6′ Leghissa è ancora protagonista, stavolta in chiave offensiva, tentando la botta dalla distanza in palleggio, ma la sfera impatta contro un avversario. L’Italia rischia grosso per un rimpallo tra Feudi e Toth, con la palla che fortunatamente finisce sul fondo. All’8′ un destro potente di Mohacsi costringe Del Mestre alla deviazione in angolo. Un minuto dopo Platania ruba il tempo alla manovra ungherese e mette in moto Gori: il suo sinistro viene neutralizzato dal portiere magiaro. All’11’ gli azzurri passano in vantaggio. Apertura dalla destra di Gori per Longo che batte Ficsor con un passante a fil di palo. Il raddoppio viene sfiorato da Gori che scarica il destro su Berkes: la palla viaggia spedita verso la porta difesa da Ficsor, ma la sua corsa termina di poco a lato. L’Italia tiene bene il campo. Maradona si rivela prezioso anche in fase di copertura e nelle ripartenze, concentrato e dinamico come non mai. Gori non va a segno ma appare come una spina nel fianco della formazione ungherese, esercitando una pressione sui portatori di palla in fase di impostazione della manovra. In avvio di secondo tempo gli ungheresi appaiono meno intraprendenti ma più attenti nella costruzione del gioco. Esposito fa avvicendare tra i pali Del Mestre e Spada. Ed è proprio Spada a tentare il colpo d’effetto direttamente dai pali. Ficsor però si trovare pronto, controllando il pallone. L’Italia si fa più aggressiva. Al 6′ Soria lancia sulla fascia Corosiniti. Il laterale di Panarea Catanzaro tenta il dribbling su Forgacs, ma non ha successo. All’8 gli azzurri vanno di nuovo a segno. Soria scambia in velocità con Gori: il numero dieci di Viareggio va via di forza, resiste al ritorno degli avversari e trova la concentrazione per battere Kovacs (subentrato a Fiscor) con un diagonale imprendibile. Gabriele-gol esulta, s’inginocchia e leva le braccia al cielo, poi si passa le mani sulla faccia per respirare la grande emozione. L’abbraccio del gruppo è sincero e liberatorio. Il bomber di Versilia si carica con la sua prima marcatura in azzurro. Nel finale della seconda frazione di gara semina scompiglio tra gli ungheresi, cercando con insistenza di spedire nuovamente il pallone nel sacco. Nell’ultimo e decisivo tempo l’Italbeach sale in cattedra. L’Ungheria non rinuncia a giocare, ma gli schemi messi in atto da Esposito riescono a bloccare le strategie di De Celis. Dopo appena due minuti il sinistro a girare di Leghissa chiama Ficsor all’intervento. Appena qualche secondo e Maradona, dopo aver interrotto la manovra ungherese a centrocampo, scambia con Soria. La conclusione di sinistro del talento di Bibione finisce in rete. Al 4′ Maradona guadagna un tiro piazzato da una distanza ragguardevole. Diego fa partire un gran destro, teso e preciso nella traiettoria, ma Kovacs respinge. L’Italia è molto attenta, tutti sembrano a servizio del gruppo. L’arbitro giudica falloso un intervento di Corosiniti su Abel, che conquista un free shot da ottima posizione. Ma Del Mestre è in forma, e con un sontuoso intervento devia in corner. Bella Italia, e le manine di plastica degli spettatori sottolineano il buon momento con un piacevole fracasso. Al 7′ Corosiniti viene atterrato da Weisz: il suo tiro piazzato si trasforma il gol con un destro micidiale che batte Kovacs. Gli azzurri conquistano un’altra punizione, a testimonianza della spinta esercitata. Stavolta Berkes commette fallo su Gori stendendolo. L’attaccante di Viareggio non sbaglia e conferma il suo momento di grazia e l’ottima scelta da parte di Esposito che ha scommesso su di lui. Manca solo la rete di Maradona a sugellare una prestazione senza sbavature. Il suo destro velenoso si stampa sulla traversa, negandogli la gioia del gol. Diego, insieme a Gori, bombarda sino all’ultimo la porta ungherese, ma senza fortuna.
