Campioni d’Italia: La vittoria del pubblico
Non erano certo soli i bianconeri nella bella arena di Marano a Riccione.
Una bella cornice di pubblico che ha esaurito lo stadio adriatico ma anche una grande cornice di pubblico del muraglione.
I supporters viareggini sono cresciuti gara dopo gara e l’esodo verso la riviera adriatica si è ovviamente accentuato verso la finale dove la torcida bianconera in curva unita, compatta, ha sostenuto i ragazzi in campo.
Ed erano tanti rumorosi, colorati. Sentire le note della musica del carnevale, a distanza da casa, ha sempre un suo fascino.
E poi fumogeni, trombe, striscioni, su tutti lo striscione con il volto di Matteo e poi palloncini e bandiere di Burlamacco.
Festanti, caldi, colorati come sempre i nostri tifosi.
E tanti, ma proprio tanti, con le lacrime per la commozione e per la gioia di poter raccontare: io c’ero.
Non importava se in autostrada c’erano le code e la direttissima era intasata, se era bollino rosso o nero, se c’era la partenza o il rientro, se sui treni c’era l’apocalisse verso il mare.
Bastava esserci ad ogni costo.
Con ogni mezzo. Da veri tifosi, da appassionati veri di quelli col salmastro nelle vene, ma mica un salmastro qualunque, il salmastro del muraglione, quello genuino, quello che ti impomata i capelli anche senza gel.
Non importava certo se negli alberghi le camere rimediate al volo, erano con i letti a castello o senza aria condizionata,
anche meglio, era quasi da eroi, era lo spirito della battaglia.
Poi se la trasferta è vincente, la battaglia assume un sapore epico.
Ma la vittoria è anche di tutti quelli che sono rimasti a casa, a soffrire ancora di più, davanti al i monitor o che per lavoro hanno solo potuto seguire via messaggio o sms o WA le avventure dei ragazzi del muraglione.
Una vittoria di tutti, per tutti, con tutti.