Quelli del … triplete (lo staff tecnico).
Una stagione esaltante in campo non poteva che essere gestita da uno staff di grande rilievo.
Il Presidente Giancarlo Carpita ed il tecnico Stefano Santini non hanno cambiato niente rispetto alla scorsa stagione a cominciare dal Direttore Giansimone Leonildi, a testimonianza della fiducia completa, in uno staff, ormai consolidato .
Le decisioni in merito alle scelte tecniche sono però tutte sue, di Stefano Santini plenipotenziario della panchina che, dopo diversi anni, va oltre ogni più rosea aspettativa coronando un inseguimento personale al tricolore che durava ormai da anni e che sembrava sempre seppur per poco sfuggire.
Se da una parte il tricolore era un obiettivo dichiarato ed alla portata, la Coppa dei Campioni ed il triplete erano logicamente un sogno o forse, ad inizio stagione, neppure sognato, neppure immaginato. Certo il condottiero bianconero poteva contare su un gruppo di giocatori affiatati, consacrati ed esperti sia in campo nazionale che internazionale che offrivano garanzie assolute ma, di li a vincere tutto, ne passa. E vero pure che l’integrazione per il primo anno degli stranieri di grande esperienza ha dato la svolta ma anche il senso di una comunione di intenti subito recepita da tutti. Santini poteva contare e non ha certo cambiato il suo fidatissimo secondo, Massimo Belluomini, silenzioso ed equilibrato ma disponibile al confronto ed al dialogo. Stefano Santini ha sfoggiato quest’anno un assoluta serenità che con continuità ha trasmesso ai ragazzi. “Massimino” si è poi concesso
anche il lusso di essere lui a dirigere i ragazzi nella finalissima tricolore, mentre il suo mentore, appiedato dal giudice sportivo se ne restava appollaiato su una seggiolina ìn apparente distanza in tribuna vip, pur senza tralasciare di concorrere a guidare i suoi ragazzi.
Ci ha messo del suo sicuramente anche il preparatore dei portieri Emiliano Diridoni che ha formito garanzie di prestazioni continue da parte degli estremi difensivi e poi , se uno dei suoi portieri, Andrea Carpita, per il secondo anno ha centrato il titolo di miglior portiere della Serie A i meriti se li può prendere tutti con orgoglio.
Cosi come, con orgoglio si può prendere i suoi meriti anche il mai banale preparatore fisico Andrea Ferrari che, non ha certo regalato niente ai suoi ragazzi, facendoli lavorare tantissimo ma, se poi i risultati arrivano il merito è certamente anche suo.
Chi di certo non ha mancato di lavorare con grande impegno e passione sono i due massaggiatori o fisioterapisti della squadra come più appropriatamente andrebbero chiamati.
Si sono divisi il lavoro con lo stesso risultato .
Entrambi vincenti. E se i ragazzi si sono fatti u
n intera stagione senza troppi problemi fisici è perché, ad ogni minimo guaio, per ogni piccolo acciacco il loro intervento era preciso immediato e determinante:
Gianni Vania a Catania in Euro Winners cup ed in Coppa Italia e Marco Bertolani per il resto del campionato di Serie A .
Comune denominatore, tra i due, la grande passione e la straordinaria professionalità e competenza.
Un applauso verso se lo meritano di diritto anche tutti loro.
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